Inserito da: Zeruhur | 22 Gennaio 2009

La ragazza dello sputnik

Immagine di La ragazza dello Sputnik

La ragazza dello sputnik
Haruki Murakami

ET, Einaudi, 9.8 €

La storia ce la racconta un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È innamorato di una sua coetanea, Sumire, una ragazza con il mito di Kerouac e della generazione beat. Sumire però non lo ricambia: lo accetta come amico e confidente, ma niente sesso. Lei è invece innamorata di un’altra donna: Myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c’è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un satellite alla deriva.

Haruki Murakami è stato per me una rivelazione d’estate. Ho osservato affascinato per mesi la bellissima copertina dell’edizione Einaudi di Norwegian Wood, fino a che non ho più resistito alla tentazione di possederlo. Come molte rivelazioni, quella di Murakami è stata subitanea e inattesa: uno dei rari casi in cui ho comprato un libro praticamente a scatola chiusa. 
Non potevo certamente immaginare che Norwegian Wood fosse il più atipico e saldamente radicato nella realtà dei romanzi dell’autore giapponese. Fatto che è risultato lapalissiano nella impegnativa lettura del mastodonticoL’uccello che girava le viti del mondo
La ragazza dello sputnik è arrivato subito dopo, nel pieno di un’urgenza “murakamiana”. Questa volta il dubbio c’è stato ed è durato lunghi minuti. Di fronte a me la scelta tra questo libro e Dance dance dance. Alla fine l‘impasse è stato superato dal confronto degli incipit: 
“Nella primavera del suo ventiduesimo anno, Sumire si innamorò per la primavolta nella vita. Fu un amore travolgente come un tornado che avanza su una grande pianura.[...] In quel periodo Sumire stava lottando con tutte le sue forze per diventare una scrittrice di professione.” 
Ecco la frase magica. Non all’inizio immediato, sulla prima pagina, E’ la chiave per capire davvero il romanzo, aldilà dell’atipica storia d’amore a triangolo e del fuorviante titolo (il cui senso è richiamato in quarta copertina). Il senso del libro ruota attorno allo scrivere e sulla capacità di ‘viaggiare’ altrove. E’ sintomatico che la protagonista/scrittrice abbia bisogna di una voce esterna, il narratore. Del suo scrivere infatti deve ammettere: 
“Ho la testa piena di cose che vorrei scrivere. E’ come un assurdo magazzino tutto stipato di roba. [...] Immagini, scene, frammenti di discorsi, figure di persone… a volte queste cose sono così scintillanti, piene di vita, e sento che mi urlano: Scrivici! In quei momenti mi sembra che stia per nascere un romanzo meraviglioso. [...] Forse mi manca qualcosa. Qualcosa di assolutamente essenziale per diventare scrittore.” 
E’ così che Sumire filtra nell’altrove, scomparendo. E resta al narratore, colui che la ama, il compito di raccontare la sua storia, di indagare sulla sua scomparsa e attendere il suo ritorno dal viaggio mistico e onirico. 
E’ un testo più complesso di quanto non posso apparire a una lettura superficiale, pur essendo agile e scorrevole. Le descrizioni dell’urbanità di Tokyo sono dense ed evocative, come sono oniriche le scene ambientate in Grecia (non a caso la terra dei miti per eccellenza) e meravigliosi gli scritti di Sumire. 
Meta-romanzo, racconto fantastico surreale e iperreale allo stesso tempo, “La ragazza dello sputnik” è uno dei libri più belli che abbia letto.


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